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Chiesa Madonna delle Grazie

Iglesias Sardegna

Chiesa Madonna delle Grazie

La Chiesa o Santuario della Madonna delle Grazie è uno degli edifici ecclesiastici che si possono visitare nel centro storico di Iglesias.

La chiesa di impianto gotico, inizialmente intitolata a San Saturno, è ascrivibile alla fine del XIII secolo. Solo successivamente, alla II fase edilizia del 1614, venne intitolata alla Madonna delle Grazie.

Delle primitive strutture sopravvive solo la parte inferiore della facciata con portale a lunetta, una monofora e una cornice di archetti poggiante su piccole mensole. La parte superiore che, come l’interno, fu rimaneggiata nei secoli XVII e XVIII, presenta un timpano spezzato e un campanile a vela di epoca rinascimentale affiancato da volute a dorso di delfino.

La chiesa ha pianta mononavata divisa in sei campate delimitate da archi diaframma a sesto acuto, a sostegno della copertura in legno con travi a vista. Alcune cappelle sono state ricavate nelle spesse mura perimetrali, mentre solo l’ultima a sinistra è dotata di altare marmoreo ed è praticabile.

Il presbiterio, rialzato rispetto all’aula, ha un tamburo ottagonale con quattro finestre e cornice dentellata, che funge da elemento di raccordo con la cupola.

Nell’interno si segnalano gli eleganti fregi che decorano l’arco trionfale, nonché un dipinto del XVI sec., conservato in sagrestia, con San Saturno. Il santo, raffigurato con abiti da soldato, reca nella mano destra la foglia di palma.

Chiesa di San Francesco

Iglesias Sardegna

Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco si trova all’interno del centro storico di Iglesias, nei pressi del Museo dell’Arte Mineraria.

L’attuale edificio, in stile gotico-catalano, risale al XVI secolo, ma è stato successivamente ampliato e rinnovato, mantenendone però lo stile iniziale.

 

La facciata a capanna in trachite rosa è ornata da due oculi e da un semplice rosone collocato sopra il portone. Quest’ultimo è costituito da stipiti a fascio di colonnine e architrave monolitico su mensole decorate. Sull’architrave poggia l’arco di scarico sopraccigliato e modanato a fasci che richiamano il motivo degli stipiti.

L’interno, a una navata di sette campate, con copertura a spioventi lignei poggianti su archi ogivali, risulta suggestivo per la concezione organica dello spazio, malgrado l’apertura successiva delle cappelle laterali, aggiunte tra i contrafforti secondo la tradizione catalana.

Sette cappelle rialzate si aprono su ogni lato, la prima a sinistra è probabilmente la più antica, mentre le altre sullo stesso lato sono del XVI secolo.

La cappella maggiore, a pianta quadrata con volta semiottagona a costolonature radiali, è del 1523. Le altre cappelle del fianco destro sono tutte della seconda metà del XVI secolo.

All’interno della chiesa merita una menzione il Retablo di San Francesco, polittico del 1560 circa, dipinto a tempera su tavola nelle botteghe cagliaritane di Stampace.

Cattedrale di Santa Chiara

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Cattedrale Santa Chiara

La Cattedrale di Santa Chiara è l’edificio ecclesiastico di maggior spicco che si trova nella città di Iglesias.

La costruzione della chiesa, secondo due epigrafi, risale tra il 1284 e il 1288 per volere del conte Ugolino della Gherardesca.

Nella seconda metà del ‘500 fu ristrutturata da maestranze di educazione gotico-catalana.

Tra il ‘600 e il ‘700, nella III fase costruttiva, sui fianchi vennero realizzate varie cappelle. Dell’edificio duecentesco ad aula mononavata, rimane parte della facciata romanico-gotica, divisa in due ordini da una modanatura, con semplice portale sovrastato da un arco che eccede verso l’ordine superiore e una rosa stretta fra due monofore ogivali cieche.

Completa il repertorio decorativo di tipologia pisana un partito di archeggiature trilobe lungo gli spioventi del frontone.

Al fianco destro si addossa, notevolmente rimaneggiato, un campanile in cui batte la campana fusa nel 1337 da Andrea Pisano.

La chiesa subì nel XVI secolo varie trasformazioni tra le quali l’ampliamento dell’aula, la sopraelevazione del presbiterio, la copertura a volte stellari e l’apertura di due piccole cappelle per lato voltate a crociera. L’ampio presbiterio è a pianta quadrata ed è detto “cappella maggiore”, come consuetudine nelle chiese di tipo gotico-catalano.

Il monumentale altare di Sant’Antioco in legno intagliato e dorato (fine 600, inizio 700) fu probabilmente costruito per accogliere le spoglie del martire ed è l’unico rimasto dei numerosi retabli ed altari lignei che ornavano la chiesa.

Nella sagrestia è custodito un prezioso pastorale in argento cesellato di bottega cagliaritana del ‘500.

Castello Salvaterra

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Castello Salvaterra

Il Castello di Salvaterra si trova nel centro della cittadina di Iglesias, a pochi passi da Piazza Sella.

Venne edificato in epoca medioevale, nella seconda metà del XIII, quando Iglesias, allora Villa di Chiesa, era sotto il dominio pisano della famiglia dei Della Gherardesca, conti di Donoratico.

Sorge in posizione sopraelevata rispetto all’abitato, sul colle detto di Salvaterra (da cui prende il nome).

Questa posizione, oltre che garantire un vantaggio difensivo, gli consentiva di comunicare con gli altri castelli del territorio, il castello di Gioiosa Guardia, il castello di Acquafredda e il castello di San Michele di Cagliari.

Fu conquistato dagli aragonesi nel 1324 e subì importanti rimaneggiamenti. Un disegno risalente al 1358 ci permette di risalire al suo aspetto originario; la fortezza aveva una pianta quadrangolare ed era dotata di tre torrioni, due ai lati e uno al centro, quest’ultimo con ingresso.

Nel XIX secolo venne unito ad una villa in stile neogotico e una vetreria.

Spiaggia di Masua

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Spiaggia di Masua

Nelle coste del territorio di Iglesias, nella parte occidentale della Sardegna, si trova in mezzo alle falesie, la bellissima Spiaggia di Masua.

Comunemente viene chiamata Il Molo, per la presenza nella parte nord est, di un vecchio molo in cemento che veniva utilizzata per il carico e lo scarico dei minerali agli inizi del 1900.

La spiaggetta è circondata da due pareti rocciose ed è caratterizzata da una sabbia fine e dorata.

Il fondale è quasi del tutto sabbioso, ma ci sono anche degli scogli che affiorano dalle acque trasparenti e cristalline, dal colore azzurro e turchese.

Nella parte a destra della spiaggia sono presenti dei resti di un antico magazzino, che veniva utilizzato anch’esso in periodo minerario.

Di fronte alla spiaggia di Masua è possibile vedere l’affascinante vista del faraglione più alto d’Europa, volgarmente chiamato Pan di Zucchero, per la somiglianza con il suo “cugino” brasiliano.

Sul  retro della spiaggia, nella parte centrale è presente un ristorante specializzato in cucina di mare, che durante il giorno offre i servizi di noleggio gommoni, gite organizzate in gommone e possibilità di scalata di Pan di Zucchero.

A poche centinaia di metri a nord della spiaggia si trova Porto Flavia, uno dei siti minerari più interessanti del Sulcis Iglesiente, che rivoluzionò il metodo di trasporto del minerale agli inizi del 1900.

Iglesias Cosa Vedere

Iglesias Sardegna

Iglesias Cosa Vedere

La Storia

La presenza degli uomini in epoca prenuragica e nuragica  nel territorio di Iglesias è testimoniato da numerosi ritrovamenti di domus de janas e alcuni nuraghi diroccati.

Sono state ritrovate tracce anche fenicio-puniche e di età romana, a causa della presenza delle miniere d’argento presenti sul territorio.

Le fonti storiche parlano di Metalla, la città perduta dell’antico impero romano, dove venivano inviati schiavi e cristiani per lavorare sino alla morte e si pensa che la sua ubicazione fosse tra Iglesias e Fluminimaggiore, ma ancora oggi non è stata ritrovata.

Per molti secoli la zona di Iglesias, come nei paesi limitrofi rimase disabitata e vennero trovate nuove tracce che risalgono al IX secolo d.C., con la Chiesa di San Salvatore, risalente al periodo bizantino e che dimostra l’esistenza di un centro abitato.

Quando i bizantini abbandonarono l’isola, il territorio passò sotto il Giudicato di Cagliari.

Nel 1258 passò sotto il dominio dei Della Gherardesca, che per incentivare lo -sfruttamento delle miniere argentifere, fondarono una nuova città: Villa di Chiesa.

I Della Gherardesca ugoliniani costruirono il Castello di Salvaterra, le mura pisane, palazzi, un ospedale e un acquedotto.

Finanziarono inoltre la costruzione di diverse chiese, risalgono a questo periodo infatti la Cattedrale di Santa Chiara e quella della Madonna di Valverde.

Già dai tempi della dominazione pisana, Villa di Chiesa divenne una delle città più importanti della Sardegna, grazie all’estrazione del piombo e dell’argento (circa il 10% della produzione d’argento europeo).

Il documento più importante risalente a questo periodo è sicuramente il Breve di Villa di Chiesa, il codice di leggi più antico della città, del quale esiste ancora oggi una copia del 1327 custodita presso l’Archivio Storico Comunale.

Il 7 febbraio 1324 Villa di Chiesa fu la prima città sarda ad essere conquistata dagli aragonesi e la prima città del Regno di Sardegna ad essere riconosciuta città regia.

In questo periodo la popolazione del era di circa 6000-7000 abitanti, ma venne decimata dalla peste nera.

In questi secoli la città passò più volta dalle mani degli aragonesi e i pisani del Giudicato d’Arborea, sino a quando nel 1409 passò definitivamente in mano agli spagnoli.

Nel 1503 il papa trasferì ufficialmente la sede episcolape della dioecesi di Sulci da Tratalias, ormai spopolata, ad Iglesias.

Il dominio aragonese durò circa quattro secoli ed in questo periodo fu una delle città più popolose e importanti di tutto il Regno di Sardegna. Durante questo periodo di diffuse l’uso del catalano e del castigliano da cui deriva il nome Iglesias. A questo periodo oltretutto risalgono quasi tutte le ristrutturazioni degli edifici religiosi e delle fortificazioni difensive.

Nel 1720 la cittadina passò sotto il dominio dei Savoia e fu in questo periodo la meta di villeggiatura estiva dei reali.

Nel 1700 venne abbandonata l’attività estrattiva e gradualmente la popolazione di Iglesias si spostò nel basso Sulcis e nell’Isola di Sant’Antioco, rimasta per lunghi periodi disabitata e dedicandosi principalmente ad agricoltura e pastorizia.

Tra la seconda metà dell’800 e i primi del ‘900 ci fu la riapertura delle miniere e questo portò in città un rinnovo economico, sociale e culturale. In questo periodo la popolazione passò da 5000 a 20000 abitanti. Alla fine della seconda guerra mondiale  il comparto minerario entrò in crisi e questo coinvolse pesantemente tutta la zona non risparmiando Iglesias.

Miniera di Porto Flavia

Porto Flavia

Miniera di Porto Flavia

Porto Flavia

Porto Flavia si trova nel territorio di Iglesias, presso la miniera di Masua, ed è una delle opere di ingegneria mineraria di più alto livello in tutto il mondo, unico nel suo genere.

Il complesso minerario fa parte del Parco Geominerario della Sardegna, riconosciuto Patrimonio Mondiale dall’UNESCO.

Costruito nel 1924 dall’Ing. Cesare Vecelli per la società mineraria belga Vieille Montagne, consiste in una galleria scavata nella falesia di origine calcarea, a strapiombo  sul mare, come si può vedere dalla foto, che fungeva da metodo d’imbarco diretto, per ottimizzare il carico del minerale sulle navi mercantili.

Posizionato in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, venne costruito un sistema costituito da due gallerie sovrapposte. Il minerale proveniente dalla miniera arrivava nella galleria sovrastante tramite delle rotaie della lunghezza di 3 km, dei quali circa 600 metri in sotterraneo e veniva scaricato dentro 9 silos alti 18 metri scavati nella roccia, dalla capacità complessiva di 10.000 tonnellate, che servivano per lo stivaggio dei materiali. Nella galleria sottostante, realizzata sotto i silos, i minerali venivano convogliati nelle stive delle grandi navi da carico tramite un sistema di nastri trasportatori che terminava con  un pontile a sbalzo.

Il Sistema di Porto Flavia è stato rivoluzionario per i tempi, infatti sino ad allora si utilizzava un sistema che prevedeva il trasporto a spalla dei “Galanze” carlofortini e il carico a mano dei materiali su delle piccole imbarcazioni di vela latina, di 20 -30 tonnellate, chiamate Bilancelle, che trasferivano i loro carichi al porto di Carloforte, dove successivamente venivano imbarcati su grandi navi, unico ad avere un pescaggio tale da poter ospitare questi enormi natanti, verso gli impianti metallurgici di tutto il mondo.

Porto Flavia Sardegna
Pan di Zucchero Sardegna

Il nuovo impianto riuscì a ridurre drasticamente il tempo e i costi  di carico e trasporto dei materiali, migliorando quindi le condizioni di lavoro dei minatori e l’economia di tutta la zona circostante.

L’impianto fu dismesso negli anno ‘60 del ‘900 a causa del progressivo abbandono dell’attività estrattiva nel Sulcis-Iglesiente.

Come vari altri siti minerari, alla fine del secolo scorso, Porto Flavia è stato sottoposto ad un intervento di restauro per essere successivamente riaperto al pubblico. Oggi i visitatori possono percorrere la galleria superiore, che offre la magnifica visione dello strapiombo sul mare blu del litorale di Nebida e frontalmente il suggestivo faraglione di Pan di Zucchero, monumento naturale di 132 metri.

Il panorama mozzafiato unito alla genialità dell’opera conferiscono a questo sito archeologico industriale una grande capacità attrattiva per tutti i visitatori e i turisti.

Iglesias Spiagge e Mare

Iglesias Spiagge e Mare

Le coste del territorio di Iglesias sono quasi del tutto alte rocciose e frastagliate.

Le uniche spiagge degne di nota si trovano nella località di Masua e sono l’omonima  Spiaggia di Masua e la Spiaggia di Portu Cauli. Dall’arenile delle due cale è possibile ammirare il maestoso faraglione di Pan di Zucchero.

In questo piccolo paesino, le calette sono circondate da falesie,  con sabbia chiara e fine che si immerge nell’acqua limpida e cristallina.