Come To Sulcis

La Torre Spagnola

Portoscuso Sardegna

La Torre Spagnola, risale al periodo aragonese, e fu costruita nell’abitato di Portoscuso con il compito di avvistare i nemici provenienti dal mare.

L’imponente struttura fu edificata nella seconda metà del Sec. XVI e realizzata in blocchi di tufo e trachite locali.

Venne fatta erigere come punto di avvistamento e di difesa del vicino stabilimento della Tonnara su Pranu.

Dalla sommità è possibile ammirare meravigliosi scorci paesaggistici che spaziano dal centro storico di Portoscuso all’Arcipelago del Sulcis con le Isole di San Pietro e Sant’Antioco.

Ospita attualmente una piccola ma interessante esposizione museale dedicata alla pesca del tonno.

La Tonnara Su Pranu

La Tonnara Su Pranu sorge nei pressi della Torre Spagnola, lungo il litorale di Portoscuso, affianco alla spiaggia di La Caletta.
L’edificio risale al XVI sec.in virtù del mercante Pietro Porta, che decise di ristabilire lungo le coste sarde l’antica pratica della pesca del tonno.

La Tonnara Su Pranu è composta da una serie di fabbricati: gli stabilimenti per la lavorazione del pesce e le abitazioni dei tonnarotti.

Risale al 1870 un portico sostenuto da 28 colonne di granito. Con la funzione di ricovero delle bastarde, dei vascelli e delle altre attrezzature necessarie per la pesca del tonno.

L’immagine che se ne trae è quella di un un grande complesso formato da diversi edifici adiacenti fra loro e comunicanti con l’ampio piazzale aperto a sud-est.

L’ala centrale è formata da un corpo a due piani, comunicanti esternamente tramite una scala in pietra e muratura. Da questi locali si domina il cortile, denominato su pranu da cui il nome della tonnara, nel quale si svolgono tutti i lavori relativi alla grande pesca e dove veniva rimessato il barcareccio nel periodo di inattività.

Portoscuso Sardegna

Gli edifici dell’ala destra ospitavano la chiesa, l’officina di carpenteria e alcuni magazzini. Oggi l’edificio è adibito a spazio culturale per mostre temporanee.

Chiesa di Santa Maria D'Itria

Chiesa Santa Maria D'Itria Portoscuso

La Chiesa di Santa Maria D’Itria si trova nei pressi della Tonnara Su Pranu, nella parte costiera del centro di Portoscuso.

Il culto della Vergine d’Itria è attestato a nel paese dal 1630 e il sito attuale dovrebbe corrispondere a quello, dove, nel 1655, il marchese Vivaldi Pasqua fece costruire una piccola chiesa col medesimo titolo.

L’attuale edificio risale al 1956 e conserva alcuni arredi della sede seicentesca.

La facciata dell’attuale edificio è intonacata di bianco e termina con un profilo mistilineo evidenziato dal colore rosa.

In posizione centrale si apre il semplice portale dal disegno rettangolare, in asse col quale è collocata una lunetta dai contorni mistilinei che richiamano quelli del terminale della facciata.

Un oculo in vetro policromo rappresenta la Vergine d’Itria valorizzando il prospetto e convogliando l’attenzione dell’osservatore nella parte centrale superiore della facciata, segnata ai lati da due paraste sporgenti che terminano all’estremità della stessa.

Sulla sinistra si imposta il campanile, caratterizzato da un doppio giro di mensole in pietra, e costituito in conci squadrati.

E’ ripartito in altezza in quattro ordini, due sono forati e ospitano le campane, mentre nel terzo è collocato l’orologio.

La chiesa ha pianta longitudinale ad unica navata, è priva di abside ed è illuminata prevalentemente da ampie aperture realizzate nella parete a sinistra.

All’interno della chiesa sono conservate due tele di scuola piemontese databili al 1600, provenienti dalla Cappella della Tonnara, raffiguranti la Madonna d’Itria con angeli e santi e la Vergine con le anime purganti.

La Storia

Il territorio di Portoscuso venne abitato già dal neolitico e nell’età del rame con diversi ritrovamenti dislocati in tutto il territorio.

Nell’età del Bronzo anche la cultura nuragica si sviluppò nella zona testimoniato da vari nuraghi sia corridoio che monotorre presenti in tutto il territorio e alla presenza poco oltre il confine comunale del complesso nuragico di Seruci a Gonnesa.

La zona fu frequentata poi dai fenici, seguiti dai punici e dai romani del cui passaggio rimangono alcune testimonianze, in particolare per quanto riguarda l’aspetto funebre con delle necropoli.

In epoca medievale il territorio faceva parte del Giudicato di Cagliari. Seguì la dominazione dei della Gherardesca. Nell’Ottobre del 1323 nelle acque di Cayelles, l’attuale Portovesme, si volse una guerra tra gli aragonesi e la flotta pisana.

L’odierno paese di Portoscuso nasce nel XVI secolo, nel periodo spagnolo, come insediamento di tonnarotti, pescatori e corallai sia sardi che provenienti da varie regioni d’Italia e d’Europa.

Portoscuso era oltretutto un importante scalo commerciale per lo sbarco delle merci destinate alla cittadina di Iglesias. Alla fine del secolo venne edificata la Torre Spagnola, che data l’esigua guarnigione di soldati, fungeva da avvistamento piuttosto che da vera e propria difesa. In seguito vennero costruite diverse tonnare e il piccolo borgo divenne pian piano un paese, il cui nome, derivante dal catalano, significa “Porto nascosto”.

Nel XVII secolo il paese venne spesso assalito dai pirati barbareschi, che trucidarono e schiavizzarono gli abitanti del paese, distruggendo parzialmente la Torre Spagnola.

In epoca Sabauda, nel1738, nella Tonnara di Su Pranu (il “pianoro”), furono ospitate numerose famiglie di profughi liguri provenienti dall’Isola di Tabarca in Tunisia.  Portoscuso fu il primo luogo di approdo dei tabarchini, in attesa che venisse completata la nuova città di Carloforte, sull’Isola di San Pietro, nella quale si sarebbero dovuti trasferire.

Divenne per la prima volta comune autonomo sino al 1940, durante il periodo fascista, venne accorpato a Carbonia, per riacquistare l’autonomia nel 1945. Tra gli anni sessanta e settanta si sviluppò il polo industriale di Portosvesme, che è ancora oggi parzialmente attivo.