Come To Sulcis

Carbonia

La cittadina più importante  del Sulcis è Carbonia, capoluogo della provincia del Sud Sardegna.

È il principale centro abitato della zona e, con i suoi quasi 29000 abitanti, la più popolosa del Sud Ovest della Sardegna.

Il centro nacque nel 1937 per ospitare la manodopera che veniva utilizzata nelle miniere di carbone che furono avviate dal regime fascista per sopperire alle necessità energetiche dell’Italia.

Il nome di Carbonia significa “Terra del carbone” a testimonianza della sua vocazione mineraria.

Venne costruita nei pressi della Miniera di Serbariu, sostituendo l’omonimo comune, il cui borgo venne completamente inglobato come rione della città.

Alla fine dell’epoca mineraria, Carbonia è diventata il centro dei servizi per tutto il territorio circostante, infatti la sua economia si basa su settore terziario e industria, per la presenza nelle vicinanze dell’area industriale di Portoscuso.

Carbonia Cosa Vedere

La Storia

Carbonia è una delle città più recenti d’Italia, ma il suo territorio è ricco di testimonianze preistoriche e storiche.

Nel territorio di Carbonia è attestata la presenza di una delle civiltà più antiche della Sardegna, denominata “Su Carroppu”, risalente al neolitico antico (5700-5000 a.C).

Successivamente diverse civiltà preistoriche si insediano su questo territorio, documentato dai ritrovamenti di reperti archeologici in numerose grotte o domus de janas di cui quello di maggiore importanza è quello di Cannas di Sotto.

Tanti anche i ritrovamenti di vari siti di epoca nuragica, di cui il più importante e sicuramente il complesso del Nuraghe Sirai.

Il sito di maggiore interesse che documenta la presenza delle civiltà fenicia e punica è sicuramente l’insediamento di Monte Sirai. In questo sito sono stati trovati dapprima reperti nuragici e successivamente romani, che mettono in risalto la posizione strategica della collina.

Nel medioevo la zona si trovava nel Giudicato di Cagliari e ne troviamo testimonianza nelle numerose chiese campestri dislocate in tutto il territorio comunale.

Nel 1300 ci fu il passaggio alla dominazione dei Della Gherardesca e poi aragonese.

Come in tutto il Sulcis il territorio venne abbandonato a causa delle epidemie di peste e ai numerosi conflitti bellici.

Nel ‘700 ci fu un periodo di transizione tra la dominazione spagnola e quella piemontese-sabaudo. Il territorio passò in mano a diversi feudatari, e ci fu un graduale ripopolamento soprattutto grazie alla nascita di piccoli insediamenti rurali chiamati “medaus” da parte di agricoltori dell’iglesiente e pastori barbaricini.

Dal 1853, con la fondazione di Serbariu, iniziarono le prime ricerche minerarie, che portarono alla rinascita economica della zona.

Alla fine del’800 nacquero le prime miniere di carbone, per quanto riguarda il comune di Serbariu, la scoperta del giacimento di Nuraxeddu-Serbariu diede un grande impulso all’attività mineraria, che si sviluppò soprattutto negli anni del regime fascista, tanto da rendere necessaria la costruzione della nuova città mineraria di Carbonia, e di altri due nuovi piccoli centri carboniferi minori come Bacu Abis e Cortoghiana.

Grazie ad uno sviluppo sempre crescente dell’attività estrattiva carbonifera, il 9 dicembre 1933 nacque la Società Mineraria Carbonifera Sarda, nota come Carbosarda, che andrà a gestire tutte le miniere di carbone nel Sulcis-Iglesiente.

Alla fine del 1936 vi fu la scoperta dell’enorme giacimento di carbone nella zona di Serbariu-Sirai. Il bacino era talmente vasto che l’A.Ca.I. (Azienda Carboni Italiani), propose al governo di costruire una città per far vivere gli operai vicino alle miniere e al porto di Sant’Antioco per l’imbarco e il trasporto del minerale.

Il governo condivise la scelta dell’A.Ca.l., così il 9 giugno del 1937, anniversario della prima visita di Benito Mussolini due anni prima, nacque Carbonia, in prossimità della miniera di Serbariu, fortemente voluta dal regime fascista.

il 18 dicembre 1938, alla presenza di Mussolini in persona, il paese venne inaugurato, ricevendo poco meno di un anno dopo il titolo di città.

Negli anni dell’autarchia, fu meta di un grande flusso migratorio dalle altre regioni d’Italia. Il 25% della popolazione della cittadina proveniva da Veneto, Marche, Abruzzi, Basilicata e Sicilia, di cui la maggior parte uomini.

Il carbone del Sulcis rappresentava il periodo una delle principali fonti di approvvigionamento del combustibile in Italia, aumentando di fatti il livello dell’occupazione nel Sulcis.

Iniziò la seconda guerra mondiale, la Carbosarda venne militarizzata, e le risorse minerarie utilizzate per il conflitto bellico. Nel 1943 Carbonia venne bombardata 3 volte dagli alleati, ma non subendo gravi danni.

Alla fine della guerra continuò l’espansione economica del paese, in quanto le miniere d’Istria passarono alla Jugoslavia, e quelle del Sulcis rappresentavano l’unica risorsa mineraria in Italia.

Nel 1949 si toccò la punta massima di popolazione della storia cittadina, con oltre 48.000 residenti e 60.000 dimoranti, ma con il passare dei decenni si stabilirono intorno ai 30.000 abitanti.

Con la fine dell’embargo nei confronti dell’Italia, i carboni esteri più economici e meno ricchi di zolfo, portarono la crisi nel Sulcis, in quanto nella zona l’economia era basata quasi totalmente sulle miniere.

Una data importante fu il 1962, anno nel quale vi fu il primo ritrovamento archeologico a Monte Sirai. Tutto ciò desterà un interesse sia a livello nazionale che internazionale sull’area, a tal punto che nell’agosto del 1963 vi fu la prima campagna di scavi sul sito archeologico.

Nonostante i numerosi scioperi, nel 1964 chiusero numero miniere nel Sulcis, compresa quella di Serbariu.

Per compensare l’emigrazione di massa venne aperto il polo industriale di Portovesme, finanziato da aziende statali, portando ad un leggero aumento della popolazione.

Negli ultimi anni la città sta sviluppando il turismo legato all’archeologia industriale: è state ristrutturata la vecchia Miniera di Serbariu e convertita a Museo del Carbone.